Farmaci dimagranti e alimentazione
Farmaci dimagranti e alimentazione
MOUNJARO E ALIMENTAZIONE
Le nuove terapie farmacologiche per l’obesità non sostituiscono il nutrizionista, al contrario, ne rendono il ruolo ancora più necessario.
Uno dei principali limiti dei farmaci dimagranti è che, una volta sospesi, l’appetito tende a riemergere e nella maggior parte dei casi si verifica un recupero del peso perso.
Per evitare questo effetto rebound, è fondamentale affiancare alla terapia farmacologica un percorso nutrizionale mirato.
L’intervento del nutrizionista è determinante per trasformare un calo ponderale indotto farmacologicamente in un percorso strutturato, qualitativamente e sostenibile.
COSA FA IL BIOLOGO NUTRIZIONISTA
Il biologo nutrizionista ha un ruolo centrale nel percorso con farmaci come Mounjaro.
1) imposta il piano alimentare: – elabora una dieta in base a peso, metabolismo,
stili di vita, eventuali patologie;
– adotta la dieta agli effetti del farmaco (meno fame,
sazietà precoce)
Con Mounjaro mangiare a caso può portare a carenze e/o perdita di massa muscolare.
Attraverso un piano alimentare personalizzato e un graduale aumento delle calorie durante la fase di riduzione del farmaco, si favorisce il mantenimento del peso raggiunto e si aumenta la probabilità di successo nel lungo periodo
2) supporta la perdita di peso corretta: – evita il dimagrimento troppo rapido
– protegge la massa muscolare
– insegna a mangiare in modo sostenibile
3) educazione alimentare: – lavora su abitudini, fame emotiva, porzioni
4) monitoraggio nutrizionale: – controllo del peso e composizione corporea
– valuta eventuali carenze
– modifica il piano alimentare nel tempo
COSA NON FA IL BIOLOGO NUTRIZIONISTA
– non prescrive farmaci (quello è compito del medico)
– non decide dosaggi e terapia farmacologicamente
– non sostituisce endocrinologo, diabetologo o medico specialista
FASI DEL PERCORSO DI CURA
Il percorso di cura con Mounjaro (tirzepatide) non è semplicemente “fare le iniezioni”, è un programma strutturato che combina farmaco, alimentazione e controlli.
1) Primo screening:
– pazienti affetti da obesità (BMI > 30)
– pazienti affetti da sovrappeso (BMI <27) associato a comorbilità legate al peso ipertensione, dislipidemia, diabete, OSAS, ecc)
2) valutazione medico-specialistica, per definire gli obiettivi, esami clinici ed anamnesi (storia clinica)
3) valutazione nutrizionale e follow-up
